Ortodonzia fissa e mobile

Ortodonzia

L'ortodonzia si occupa di prevenzione e trattamento delle malposizioni dei denti e dei mascellari ("Orto" = dritto; "gnato" = ossa mascellari; "donzia" = denti).

Le cure ortodontiche mirano a rendere possibile un normale e corretto funzionamento dell’apparato stomatognatico, mettendo in atto i mezzi terapeutici più idonei alla correzione delle eventuali anomalie presenti. Ovviamente l’ortognatodonzia ha valenze ed applicazioni differenti se vi sono problemi legati allo sviluppo delle ossa craniche in particolare e dello sviluppo del corpo in generale, quindi le terapie variano molto in relazione all’età dei pazienti.

Una visita precoce permette all’ortodontista di determinare come e quando è meglio intervenire per avere il massimo risultato nel minor tempo possibile.

Lo scopo di una visita così precoce è quello di valutare se sono presenti alterazioni delle relazioni anatomofisiologiche tra le arcate dentarie superiori ed inferiori o fra singoli denti o gruppi di denti (malocclusioni) e/o alterazioni dei rapporti scheletrici.

Si possono così individuare già nelle arcate decidui (quando sono ancora presenti i denti da latte) i segni premonitori decisamente evidenti di una futura malocclusione.

Gli obiettivi dell'ortognatodonzia sono:

• Raggiungere un buon allineamento dei denti

• Ottenere una efficiente funzione masticatoria

• Raggiungere una buona estetica del sorriso

• Ottenere e/o migliorare la salute dei denti e del parodonto

• Mantenere nel tempo i risultati ottenuti

Tutto ciò è possibile mediante l’utilizzo di apparecchiature di vario tipo, che vengono posizionate ad hoc a seconda della tipologia del trattamento da effettuare e dopo aver effettuato un’accurata diagnosi a mezzo di foto del paziente, di radiografie, di analisi dei modelli virtuali della bocca del paziente.

Non esistono trattamenti standard, ma vengono sempre progettati grazie a uno studio diagnostico personalizzato.

I denti diritti e regolari così come un’occlusione corretta e stabile sono un dono della natura, che rendono un individuo soddisfatto sia funzionalmente che psicologicamente.

Tuttavia oltre il 50% dei bambini e degli adulti presentano malocclusioni e denti affollati o diastemati (ossia con spaziature), che richiedono un trattamento con apparecchi ortodontici.

MOTIVI PER CUI SI RICORRE AD UN TRATTAMENTO ORTODONTICO

• Estetica: spesso è il motivo principale per cui il paziente richiede un trattamento ortodontico e in genere si mettono in rilievo in sede di prima visita anche altre problematiche ortodontiche che il paziente ignorava

• Malocclusione e carico masticatorio errato: è la motivazione principale che spinge noi clinici a consigliare un trattamento ortodontico, perché spesso la presenza di malocclusioni può causare segni e sintomi come usure dentali anomale, problemi articolari, problemi parodontali

• Prevenzione di carie e parodontopatie: i denti affollati sono più difficili da pulire e si formano nicchie poco accessibili allo spazzolino, dove si depositano placca batterica e tartaro, aumentando notevolmente il rischio di carie rispetto a denti posizionati correttamente ed allineati

• Riabilitazioni pre-protesiche: negli adulti spesso ci sono quadri in cui sono stati persi da molti anni degli elementi dentari e quelli presenti si sono spostati in modo da tale da non consentire il posizionamento corretto di impianti o di protesi che sostituiscano i denti mancanti; con il trattamento ortodontico si può ripristinare la corretta posizione dentale, a tutte le età

• Problemi fonetici: come nei casi di morso aperto e/o di palato stretto che alterano la posizione della lingua durante la fonazione

ALCUNI ESEMPI DI MALOCCLUSIONI

Le malocclusioni dentali si possono raggruppare in 3 grandi gruppi:

• malocclusioni di I classe: sul piano sagittale ci sono corretti rapporti di intercuspidazione, tuttavia sono presenti alterazioni di altro tipo come ad esempio affollamento o diastemature

• malocclusioni di II classe: sul piano sagittale c’è un posizionamento più anteriorizzato degli elementi dentali della mascella rispetto a quelli della mandibola

• malocclusioni di III classe: sul piano sagittale c’è un posizionamento più posteriorizzato degli elementi dentali della mascella rispetto a quelli della mandibola

DIAGNOSI

Dal momento che ogni caso ortodontico è differente da un altro, è necessario effettuare una corretta diagnosi in modo tale da poter impostare il corretto piano di trattamento, sia che venga effettuato su un paziente in età adolescenziale, sia che venga effettuato su un paziente adulto.

Per fare questo bisogna raccogliere una serie di informazioni:

• fotografie dentali e del volto

• impronte, cere e arco facciale per il montaggio in articolatore dei modelli in relazione centrica

• ortopanoramica

• CBCT (Tomografia Cone Beam) per lo studio delle Articolazioni Temporo-mandibolari e per valutare eventuali alterazioni presenti nei mascellari

• analisi cefalometrica

Dall’analisi di questi records è possibile impostare il corretto piano di trattamento ortodontico che verrà esposto al paziente prima di iniziare la cura.

FUNZIONAMENTO DEGLI APPARECCHI FISSI

Gli apparecchi fissi degli apparecchi ortodontici detti multibande con attacchi o bracket che vengono fissati sui denti e collegati tra loro con fili metallici che vengono piegati individualmente e poi sostituiti periodicamente dall’ortodontista (gli appuntamenti in genere sono ogni 4-6 settimane).

Gli archi metallici generano delle forze che vengono trasmesse sui denti, spostandoli nella posizione desiderata in un tempo definito a seguito dello studio del caso ortodontico. Indipendentemente dalla collaborazione del paziente l’apparecchio è attivo 24 ore al giorno e la sua efficacia non è legata all’età, funzionando allo stesso modo sia nell'adulto che nel bambino.

L’apparecchio ortodontico non è doloroso; nei primi giorni dall’applicazione si avverte una tensione nei denti (la sensazione è quella di una dolenzia ai muscoli quando si riprende a fare sport dopo un periodo di inattività), ma sono sempre dolenzie provocate, come nella masticazione, mai spontanee e, in ogni caso, tutti questi sintomi scompaiono dopo pochi giorni e, passata la fase di assestamento, l'apparecchio è ben tollerato.

E per chi non ama “il sorriso metallico” esistono soluzioni più estetiche come gli attacchi in ceramica, che sono senza dubbio meno evidenti.

Alla fine del trattamento, per evitare le recidive, sono previsti dei dispositivi di contenzione, in genere notturni, che rimarranno per un tempo stabilito dall’ortodontista al fine di bloccare i denti nella nuova posizione, finché non si forma nuovo tessuto osseo attorno ai denti spostati.

ORTODONZIA MOBILE 

Quando va utilizzato l’apparecchio mobile?
Alcuni problemi ortodontici particolarmente importanti si risolvono più facilmente se trattati in età precoce; in questi casi è utile l’apparecchio mobile, perché a differenza di quello fisso, può essere utilizzato già con la dentatura decidua (denti da latte). Nella maggior parte dei casi sarà comunque necessaria una seconda fase di trattamento con un apparecchio fisso alla comparsa dei denti definitivi; tuttavia questo richiederà di essere utilizzato per un periodo di tempo più breve, dato che buona parte del risultato sarà già stata ottenuta con l’apparecchio mobile.


Come viene realizzato l’apparecchio mobile?
L’apparecchio mobile o rimovibile (è possibile metterlo e toglierlo autonomamente) viene solitamente realizzato in laboratorio in base alla forma delle arcate dentarie e del palato, rilevata attraverso delle impronte. È composto da una parte in resina acrilica alla quale sono collegati dei componenti in filo metallico utili per l’ancoraggio e lo spostamento dei denti, viene realizzato su misura in base all’azione che si vuole ottenere.

Quali sono i diversi tipi di apparecchio mobile?
Nel caso di un apparecchio mobile di tipo meccanico, la forza attiva che consente di spostare i denti è prodotta da viti, molle ed archi, che possono essere attivati a seconda del caso, autonomamente a domicilio o durante i controlli in studio.
L’apparecchio mobile di tipo funzionale invece, agisce sfruttando le forze naturali sviluppate da labbra, lingua e muscoli della masticazione. In questo caso oltre all’azione ortodontica di spostamento dei denti si ottiene una vera e propria azione ortopedica in grado di indirizzare la crescita ossea mandibolare e mascellare verso la posizione più opportuna per correggere la malocclusione. Questo tipo di apparecchio esercita quindi un effetto combinato ortodontico e ortopedico ed è efficace soprattutto fino all’età dello sviluppo. Per mantenere il risultato raggiunto al termine di un trattamento ortodontico è indicato un apparecchio mobile di contenzione o di mantenimento chiamato anche retainer. Normalmente va portato durante la notte, nel periodo iniziale potrebbe essere indicato il suo utilizzo anche durante il giorno.

Quante ore al giorno è necessario portare l’apparecchio mobile?
Per ottenere il risultato desiderato e per terminare il trattamento ortodontico più rapidamente è importante portare l’apparecchio mobile con regolarità di giorno e di notte in base al tipo di malocclusione, al tipo di apparecchio e all’età. È necessario rimuovere l’apparecchio per mangiare e durante l’attività sportiva.

Quanto dura il trattamento con l’apparecchio mobile?
La durata del trattamento è variabile da paziente a paziente in base all’età, al tipo di problema da correggere, alla diligenza nel presentarsi agli appuntamenti di controllo e nel seguire le indicazioni del dentista. La durata del mantenimento varia a seconda della tendenza dei denti a spostarsi, normalmente va dai 2 ai 5 anni ma in alcuni casi può durare anche più a lungo.

Come abituarsi all’apparecchio mobile
Più a lungo viene portato l’apparecchio mobile più velocemente ci si abitua a parlare, per questo vengono consigliati degli esercizi di lettura a voce alta per abituarvi più rapidamente a parlare con l’apparecchio.
Inizialmente potrebbe verificarsi un aumento della salivazione che tornerà comunque normale dopo alcuni giorni.
Un leggero fastidio ai denti o piccole irritazioni a gengive, guance e labbra, soprattutto quando l’apparecchio viene attivato, sono assolutamente normali e si risolvono spontaneamente nel giro di alcuni giorni. Evitate comunque di muovere ripetutamente l’apparecchio con la lingua o con le dita, potrebbe infatti rompersi o danneggiarsi.
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